Un business nasce quando qualcuno si accorge dell’esistenza di un bisogno espresso da una certa quantità di popolazione e decide di produrre ricchezza nel soddisfarlo.

Più quel qualcuno farà delle verifiche delle sue intuizioni e più approfondite queste ultime saranno, più sarà probabile che sia nato un business vincente.

Nel mondo ci sono miriadi di business, grandi, piccoli, enormi, ingenui. Alcuni hanno prestazioni straordinarie, molti hanno prestazioni buone, alcuni hanno prestazioni accettabili, tanti producono deficit, troppi sono sbagliati.

 

Steve Jobs e Bill Gates, due riferimenti straordinari nella storia del business.

 

 

Perché un business sia vincente deve:

Nascere sulla base di una brillante intuizione su cosa un certo mercato desidera e che risulti non facilmente reperibile.

Avere alle spalle una profonda progettazione relativamente al piano di sviluppo.

Essere gestito da una leadership capace di valutare correttamente le proprie capacità e le proprie competenze.

Essere integralmente basato sulla strategia di marketing e sulla centralità del Cliente.

Avere nel dna del suo capo la convinzione che crescere fa rima con la capacità di adattamento e la capacità di innovazione e non con lo status quo.

Avere un organigramma sia esso di due o 100 mila persone coscienti che l’obiettivo dell’impresa è vincere, non passeggiare.

Essere costruito intorno al riconoscimento delle risorse umane. Perchè questa è la strada per ottenere le migliori prestazioni.

Essere alimentato dalla meritocrazia e pertanto dalla eliminazione delle inefficenze.

 

…. ed anche:

Sono convinto che circa la metà di quello che separa gli imprenditori di successo da quelli che non hanno successo sia la pura perseveranza.

(Steve Jobs)

 

Un business è perdente se:

Nasce a fronte della supponenza e della superficialità.

Nasce orientato al prodotto o alla vendita e soprattutto lontano dalle logiche del marketing.

Nasce privo delle analisi preventive.

Non si rinnova in virtù delle mutazioni del mercato al quale si rivolge.

Non ha la capacità di selezionare formare e motivare le risorse che accoglie. 

Non evita le eccessive materializzazioni e non si dota di flessibilità.

La sua leadership si adagia sugli eventuali primi successi.

La sua leadership priva il lavoro delle varie risorse della propria dimensione umana.

Se non capisce che la soddisfazione dei propri clienti è il motore che genera il successo e scrive il futuro.

 

…. ed anche:

 

La semplicità è la maggior sofisticazione.

(Steve Jobs)

 

 

 

 

 

 

 

 

“Ogni giorno ci chiediamo – Come possiamo rendere felice questo cliente? Come possiamo farlo proseguendo lungo la strada dell’innovazione? – Ce lo domandiamo perché, altrimenti, lo farà qualcun altro.”

(Bill Gates)