“Si sapeva già da tempo, se ne aveva la certezza dalla scorsa estate, ci stiamo entrando, come si suol dire con tutti gli stivali. Le previsioni per l’anno in corso sono pessime e, purtroppo, sono in molti a sostenere che sarà lo stesso per gli anni a venire.”

Una frase questa che nel corso della storia si è ripetuta più volte!

 

 

E’ indispensabile considerare che il termine crisi economica ha una dimensione unicamente statistica. Se si dice che un certo settore ha perso il 30%, non vuol dire che ogni Azienda del settore ha perso il 30%.
Quella è solo una media statistica. All’interno di quella media ci sono Aziende che hanno perso l’8%, il 40%, il 50% ed Aziende che nonostante tutto sono cresciute, magari del 5% od anche del 10%. Od anche molto, molto di più. Ci sono business che durante la crisi sono arrivati a raddoppiare il loro fatturato.

In sostanza ogni Azienda, appartiene sì ad un settore e sì ne condivide una realtà globale nella buona e nella cattiva sorte ma, rimane comunque e sempre una realtà individuale, con una sua storia, un suo mercato acquisito, un suo mercato di riferimento, un suo potenziale e soprattutto, un suo livello culturale, ovvero un suo livello di cultura d’impresa.

Un gioco

Immaginate un mare. Un mare pieno di barche da pesca, dal peschereccio più grande con centinaia di marinai e svariati tipi di rete, alla più piccola barchetta con un solo uomo ai remi ed un unico amo, da un potentissimo motoscafo per la pesca d’altura ad una canoa con un eschimese ed una fiocina. Il mare è l’economia. Ogni barca è un’impresa.

Immaginate miliardi di pesci e migliaia di specie, dalle balene più grandi ai minuscoli gamberetti, dalle misteriose meduse degli abissi all’impalpabile plancton. Ogni pesce è una transazione, ogni specie è un mercato.

 

 

Un Teatro

Scena prima: mare calmo, leggera brezza da nord. Cielo sereno e temperatura mite.

Le condizioni per navigare e pescare sono eccellenti. Il bel tempo dura da molti mesi e si prevede che continuerà. Ogni mattina escono tutti in mare, grandi e piccoli. Tutte le sere ogni barca rientra in un porto. Ogni porto è un piccolo stato ed ogni barca vi ripone la ricchezza prodotta con il pescato. Ogni sera all’arrivo del buio ci sono molte barche che accendono le luci per festeggiare ma, ce ne sono sempre un po’ che rimangono al buio. Sono quelle che hanno pescato poco.

La gente dice che quando si è pescato poco è perché si ha poca cultura d’impresa, non si sa bene cosa proporre da mangiare al mercato, non lo si conosce a sufficenza e non si sa come vive e cosa vuole.
La gente dice anche che ci sono alcuni che di pesce non ne prendono perché vanno sempre dove vanno gli altri e gli offrono le stesse cose, e così il pesce si è annoiato.

E’ vero ci sono quelli che sbagliano, e forse, non sono nemmeno pochi. Ma si sa, è sempre facile criticare. Alla fin fine bisogna dire che nella maggior parte dei porti c’è un certo benessere, che la gente è contenta, che la sera c’è sempre allegria.

E poi, come dice un vecchio pescatore, con queste condizioni si pesca anche con una barca rotta!

Scena seconda:

Dopo tanti mesi di mare calmo e cielo sereno, questa mattina c’è una strana aria calda che soffia sempre più forte verso il largo. In fondo all’orizzonte sono apparse delle nuvole nere. Vicino la riva l’acqua è piatta ma, in lontananza si vede il mare che inizia a spumeggiare. La maggior parte delle barche è già uscita verso le 2 del mattino.
– Ieri – dice il saggio del paese – ho visto l’uomo che abita su nel monte che parlava con il Sindaco. Quando se ne è andato, il Sindaco ha spento subito la luce e ha messo un cartello fuori dalla porta. C’è scritto che la fornitura di energia elettrica sarà ridotta allo stretto necessario.
– E che vuol dire?- dice un giovanotto rivolto al saggio.
– Nulla di buono – risponde quello con lo sguardo verso il largo.
– Ma glielo avete chiesto al Sindaco?- insiste il giovanotto.
– Glielo hanno chiesto – risponde lento il vecchio.
– E lui che ha detto?-
– Ha detto di non preoccuparsi che va tutto bene. Io veramente non mi stavo preoccupando ma, visto che ha detto così, ora inizio a farlo.-

Terza scena:

Il cielo è nero, il mare è bianco e sembra che rimarrà così per molto.
Le barche tornano mezze vuote ed il poco pesce che portano non produce ricchezza.
Due giorni fa, la signora che vende la frutta al mercato, ha chiuso il suo banco dopo aver venduto quasi niente. Ieri è tornata ed ha messo tutto a metà prezzo se no gli andava a male. Un po’ di frutta l’ha venduta, ma ha detto che a quel prezzo non gli conviene più venire al mercato. Il saggio le ha spiegato che quella si chiama recessione.
Con il mare agitato molte barche hanno mostrato i loro limiti. Tengono a malapena la rotta e rischiano di rovesciarsi ogni momento. I loro Comandanti sono andati a chiedere soldi per poterle sistemare. Soltanto alcuni li hanno ottenuti.
C’è stato anche uno scandalo. Un grande peschereccio ha ricevuto una grossa sovvenzione per un grande progetto di ammodernamento. Il comandante, una volta presi i soldi è sparito. La nave è rimasta in mezzo al porto arenata sulla sabbia. I suoi marinai sono tutti a terra, senza soldi. Fino a ieri mantenevano in vita molte attività, semplicemente spendendo soldi ogni sera al loro rientro. Ora anche le attività che li servivano stanno chiudendo.

Quarta scena:

Il saggio ha radunato un gruppo di comandanti e gli parla così:

Quello che facevate bene prima, lo dovete fare meglio.

Quello che facevate male non dovete farlo più.

Ogni peso inutile buttatelo via. Attrezzate le vostre barche con i sistemi più moderni.

Fate controllare i motori e i sistemi di avvistamento.

Premiate i marinai più bravi e lasciate a terra quelli che lavorano male.

Ci sono zone di costa che non avete mai battuto, lì c’è pesce nuovo e in abbondanza.

Ogni burrasca che attraverserete troverete un premio: poca concorrenza.

Tu dici cose belle- disse un comandante rivolto al saggio – ma sei sicuro che andrà così?

E’ andata sempre così. Ogni guerra ed ogni tempesta ha solo riscritto l’elenco dei naviganti e la loro graduatoria.

Quinta scena.

Ogni giorno infuria il mare e le raffiche di vento colpiscono posti inattesi.
Molti hanno smesso di fare i pescatori e qualcuno si è trasferito in altri porti.
Ogni sera però, ci sono attraccate in porto a festeggiare con le luci accese, delle navi e delle piccole barche. La gente dice che alcune di loro pescano più di prima.
Di qualcuna, quelle più grandi, si può leggere il nome anche in lontananza: Ikea, Google, Apple, Netsle, Amazon…., di quelle più piccole non si legge il nome se non da vicino, ma se ne conoscono le storie.
Hanno percorso rotte nuove di comunicazione, hanno rivisitato criticamente le loro inefficienze, hanno approfittato di una concorrenza più assente, hanno prestato attenzione a nuovi tipi di scandaglio, hanno applicato nuovi modi di pescare.

Hanno usato le tempeste come uno strumento per acquisire mercato.

 

“Vi sono due tipi di imprese: quelle che cambiano e quelle che scompaiono.”

Buon lavoro a tutti!