È la sua immagine, la sua atmosfera, il suo arredo, la presentazione dei suoi piatti, il suo servizio, le sue sonorità, ovvero tutto ciò che il locale produce ed emette a prescindere dal cibo che cucina.

 

Potremmo dire infatti che il cibo, ovvero i piatti che un ristorante propone sono la sua comunicazione logica (verbale).

In che relazione si trovano i due livelli di trasferimento di informazione (analogico e verbale)?

Se quello analogico non è vincente ovvero non seduce e non attrae, il Cliente non accede alla parte logica (ai piatti). Ogni eventuale carenza presente nel primo, provocherà, in percentuale, un minor successo.

Si potrebbe affermare che la parte emozionale rappresenta l’incartamento del prodotto.

In parole povere se quello che appare al Cliente non è accattivante, difficilmente lo stesso sarà interessato a consumare la cucina proposta da quel ristorante. Se lo sarà solo in parte, anche il successo dell’Attività sarà solo parziale.

 

 

 

Detto così il tutto appare abbastanza semplice. Basterà fare un locale attraente che risulti propedeutico ad una buona cucina e il gioco del business dell’Attività Ristorativa sarà bello e risolto !

Nella realtà le cose sono un po’ più complicate.

In effetti la comunicazione analogica dell’Attività Ristorativa è molto complessa e variegata.

Un arredamento per esempio, può essere bello ma esprimere rigore, può essere povero ma risultare accogliente, può essere banale ma produrre un contesto di convivialità.

 

 

Un’atmosfera può risultare invitante ma allo stesso tempo risultare disattesa da una sciatta presentazione dei piatti, un’immagine può essere di moda e di attualità ma contrastare con il sottofondo musicale.

Un cameriere può risultare disponibile e simpatico ma apparire in
contrasto con i prezzi proposti. Gli sforzi della cucina possono essere vanificati dalla mancanza di sorriso di chi serve ai tavoli.

Una buona accoglienza e un arredo seducente possono risultare inficiati da scelte musicali poco adeguate, o addirittura da sonorità fastidiose.

Oltre a questi aspetti ve ne sono altri, molto più defilati ma altrettanto importanti.

Accade così che la bellezza di un piatto venga rovinata dalle mani poco curate o poco pulite di un cameriere, piuttosto che dal suo pollicione a contatto con il cibo, che la ricercatezza architettonica di un ingresso venga “infastidita” dalle cicche antistanti, che l’immagine pulita di un locale venga rovinata dal disordine estemporaneo dei bagni, che la non cura nella presentazione di un piatto ne condizioni l’appetibilità, che una porta nata per essere aperta piuttosto che un desk nato per essere usato come tale non vengano di fatto usati creando delle incomprensioni subliminali, che un menù con una certa grafica non corrisponda all’atmosfera che il locale vuole proporre di se al proprio mercato di riferimento.

E così via dicendo, con una miriade di possibili altri esempi.

Ora, è proprio quel mercato di riferimento a cui abbiamo accennato prima a complicare maggiormente le cose!

Nel momento in cui lo si mette in relazione con il mercato di riferimento lo è ancora di più.

Ovvero, data per scontata la complessità della comunicazione analogica, dobbiamo prendere atto che per ogni mercato c’è un modo di comunicare più redditizio di un altro.

Dobbiamo intuire come evolvono le loro tendenze alimentari e comportamentali. Dobbiamo anticipare le loro curiosità, prevedere i loro
disagi, intuire i nuovi stili di vita che si vanno diffondendo.

 

 

 

 

In base a questa comprensione e analisi bisognerà tarare, strutturare, progettare tutta la comunicazione analogica che la nostra attività si troverà ad esprimere, volutamente o no, pena il successo o l’insuccesso nelle sue varie declinazioni.

 

 

 

 

L’Immagine nelle Attività Ristorative

Ovvero come  ci percepisce il mercato.

Che cos’è l’immagine di una Attività Ristorativa?

E’ l’insieme di tutto ciò che di quella attività viene percepito attraverso i vari sensi di cui è dotato ogni essere umano. Pertanto ciò che viene percepito attraverso la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto.

E’ il suo sito internet, è il suo fronte strada, è il suo arredo, sono le sonorità che la contraddistinguono, è la sua pubblicità di ogni tipo e forma essa sia, sono le facce e le espressioni di chi vi lavora, è la grafica del menu e la comunicazione tattile del suo rivestimento, è l’eventuale uniforme dei camerieri, è l’insegna.

E’ il tessuto scelto per il tovagliato piuttosto che il colore della tovaglietta di carta, è il tipo di musica che contraddistingue il locale sia essa di selezione o casuale, è il volume con il quale viene proposta, è l’espressione del viso dei suoi clienti prima durante e dopo il servizio, è il loro modo di vestire. … e tanto altro ancora.

Come una Farfalla

Il nostro Mercato di Riferimento, ovvero il mercato al quale intendiamo rivolgerci, ovvero il mercato del quale vogliamo soddisfare i desideri, é come una farfalla!

O meglio, un insieme di tante farfalle!  Libere di volare, libere di scegliere.

Ben prima di posarsi sul fiore del cui nettare si nutrirà, prima di premiarlo con l’impollinazione/acquisto di un servizio, ogni farfalla lo osserverà volandogli intorno.

Lo analizzerà e lo valuterà.

 

Lo farà distrattamente, attentamente, velocemente, lentamente? Inconsciamente, coscientemente?

 

Non lo sappiamo, ma sappiamo per certo che lo farà.

Bene, in quel momento e in tutti i casi a venire, sarà la nostra immagine, ovvero quel mix di cui sopra che definirà la nostra capacità di attrarre.

Attenzione, anche a locale chiuso, noi avremo un’immagine che continuerà a relazionarsi con il mercato !

Quello che si dice di noi, i feedback che ci riguardano, anche questo fa parte della nostra immagine!

Sedurre una farfalla non è cosa facile. È volatile e volubile. Spesso all’improvviso, può essere attratta da altri fiori.

Saper attrarre le farfalle significa lustrare al meglio i propri colori, ovvero la propria immagine e, a seguire, tutte le altre funzioni.

 

L’Atmosfera del nostro Locale è uno dei piatti più importanti.

L’IMMAGINE, L’ARREDO, LA NOSTRA OFFERTA CULINARIA, IL NOSTRO PERSONALE, LA MUSICA, TUTTO CONCORRE A CREARE L’ATMOSFERA.

 

 

L’atmosfera che regna in un ambiente condiziona i comportamenti di chi vi accede. Fa essere più sereni, più perplessi, più ben disposti, o magari più critici o più scontrosi ….piuttosto che entusiasti di essere lì.

E’ come una lente, attraverso di lei i Clienti giudicano, scelgono, apprezzano, criticano, suppongono, si annoiano ….. o magari si divertono.

Avere un’atmosfera non adatta può mandare in fumo molti progetti, molti sacrifici, può rendere irraggiungibili molte potenzialità.

Offrire la giusta atmosfera vuol dire essere già sulla strada del successo.